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GIÙ LE MANI DALL’ACQUA!!!
I beni comuni devono rimanere pubblici
Napoli,
4 Aprile 2008
L’acqua potabile della Campania rischia diventare proprietà privata.
Eni AcquaCampania, l’azienda che fornisce l’acqua nelle
province di Napoli e Caserta, sta per essere acquistata da una
triade societaria controllata dagli azionisti di minoranza: Caltagirone,
la multinazionale Veolia e l’onnipresente Impregilo. L’azienda
idrica è controllata dall’ente pubblico Eni attraverso
una partecipazione pari al 50,5 %. Quote che stanno per essere
cedute. In base ad accordi parasociali, le aziende private, per
diritto di prelazione, acquisterebbero le quote Eni, determinando
la privatizzazione delle sorgenti e dei pozzi potabili e della
depurazione. L’acqua è un bene pubblico essenziale
e non può essere gestito da soggetti con finalità commerciali
o lucrative. Rischia di essere condizionata la vita di milioni
di persone, determinando l’aumento delle tariffe, senza garanzie
sulla qualità dell’acqua distribuita.
È
necessario fermare la privatizzazione dell’acqua della Campania.
Per questo ti chiediamo di sostenere questa battaglia con la tua
firma. Il nostro obiettivo è chiedere al Consiglio regionale
a trasformare in legge il ddl n° 75 che giace in consiglio
dal 18/01/2006, dando vita alla società interamente pubblica
Campaniacque per gestire, con ampie garanzie per le popolazioni,
tutti i grandi impianti, le sorgenti e l’acquedotto campano.
Per scongiurare il rischio della privatizzazione dell’acqua
campana e di Napoli bisogna fare una scelta chiara a difesa di
un essenziale bene pubblico. Non lasciamo che i cittadini vengano
espropriati di una risorsa vitale.
Clicca qui per visualizzare gli aderenti alla
petizione in tempo reale
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